Veni, Vidi, Vici, Bici! Da 0 a 139 anni

Veni, Vidi, Vici, Bici! Da 0 a 139 anni

Scritto per vivere tutta la vita come un gioco ...

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Author: Andrea Paolo Ferraresi
Length: 77 page(s)
Language: Italian
Written: Jan 2014
Verkaufsrang: - XinXii Verkaufsrang
Views: 3790

Category: Fiction & Literature » Novels  |  Work: Roman
Keywords: Giro d'Italia, emozioni, avventura, amicizia, amore, rispetto, gioco, divertimento, crescita personale

In un Giro d'Italia di ciclismo, si intrecciano gioco, passione, affetti

Ciao, come stai?
Probabilmente non ci conosciamo, eppure la mia domanda è sincera. Perchè mi interessa che tu stia bene, come è nel tuo interesse che sto diffondendo questo libro.
È un romanzo che può aiutarti a trovare tante risposte ed a ispirarti nell'inseguire i tuoi sogni. Come?

Attraverso i molteplici modelli proposti dai vari personaggi, che si mettono in gioco per realizzare i propri sogni. Sono persone che raggiungono il successo, qualunque questo significhi per loro, e attraverso le loro storie tu potrai avere un'idea di come tu possa inseguire i tuoi obiettivi di vita in maniera proficua.

Questo libro è spezzato in due parti, la prima parla di un matrimonio, la seconda di un Giro d'Italia di ciclismo, e sono complementari l'una all'altra. I protagonisti sono più di venti. Eppure il libro ha la sua unità nel messaggio che vuole trasmettere: come la collaborazione tra persone può trasformare dei brutti anatroccoli in bellissimi cigni.
Si può prendere come esempio Arco, un personaggio particolare perché poco più che maggiorenne abbandona famiglia e amici per iniziare a viaggiare, senza sapere se e quando sarebbe ritornato. Arco è un esploratore, un viaggiatore, che inizia il suo viaggio dall’India. Poi non viene detto più nulla della sua esperienza tra il momento iniziale del viaggio e quando lo ritroviamo in fuga al Giro D’Italia, ma al lettore viene spiegato come il suo viaggio ha presentato parecchie difficoltà, spesso ha portato delusioni, perché Arco si è recato in posti a lui sconosciuti. In un viaggio ogni cosa può andare bene o male, ma Arco non si è mai fermato di fronte alle disavventure, alla fatica, alle sfortune, agli errori. Invece ha accumulato quel bagaglio di esperienze che poi riutilizzerà durante la corsa.
Un altro personaggio piuttosto eccentrico è Galileo, perché ha sempre faticato a trovare una sua dimensione, è sempre andato alla ricerca di realtà diverse rispetto a quelle in cui viveva. Un pesce fuor d’acqua, come quello che vediamo in copertina. Per cui Galileo è una persona che sperimenta, che si cala in realtà nuove, un po’ per attitudine caratteriale e un po’ perché costretto dal non trovare mai la quadratura del cerchio, anche nel ruolo professionale che si è ritagliato inizialmente. Questo atteggiamento verso la vita porterà anche lui a raggiungere un successo che non sarà una vittoria in bici ma qualcosa di altrettanto importante.
Un terzo personaggio è Treno: è un giovane esuberante, arrembante, ma anche inconcludente. Si arrende presto alle prime difficoltà. Eppure, a differenza di tanti altri giovani, nel momento in cui si trova sommerso dai problemi e scoraggiato da alcuni fallimenti, Treno sa trovare una guida e la segue con fiducia.

Questo libro vuole essere una lettura scorrevole che allo stesso tempo insegna a scoprire come sfruttare il proprio diritto ad essere felici.

Questo libro contiene risposte e soluzioni a problemi che ho provato per esperienza diretta, o altre che ho scoperto leggendo "7 regole per avere successo" di Covey e "Calcoli morali" di Laszlo Mero.
Sto condividendo con te tutto ciò che ho imparato.

A questo indirizzo puoi trovare il VIDEO DI PRESENTAZIONE
http://youtu.be/UYG_MWODUpE

Qui trovi il blog
http://venividivicibicida0a139anni.blogspot.com/

Trovi l'edizione cartacea qui
http://www.ibs.it/code/9788889986806/ferraresi-andrea-p/veni-vidi-vici-bici.html


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About the Author

Andrea Paolo Ferraresi | Author on XinXii.com

Member since: Jan 2014
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Here's the story of last new year's eve
The first 10 minutes have been a success. The following hour, a triumph. The rest of the time, a blockbuster.
I decided to spend the night of New Year’s eve by walking with a billboard (actually a cardboard bag) in order to advertise my book. It ended with 2 hugs (from a blonde and a brown hair women), 6 photos together with fans or alone, hundreds of handshakes, thousands of “Happy New Year”, hundreds of people reading “Italian Aurora” for themselves and their friends, tens of people asking me what “enlighten your reading time” means, a few tens reading the slogan flawlessly and congratulating for the choice of words and message, tens of foreign people screaming “Italian”/”Italy”, one protest, a couple of “bollocks”, two missed sales (I didn’t have the book with me), 3 people lightly trying to destroy the billboard, one note with my name for a drunk person to remember who I am the next day, endless smiling (by me, by the other people), few protests (meaning non-sense) by some Italians and tens of Italians enjoying the advertisement of our culture.
Choice of “Italian” for the title has been the best choice, the white billboard was not too high, not too big, it was perfectly visible, it endured pouring rain. I ended the night by having talked with maybe 15 people. It was a dive in the sea of people who were there to have fun; who were kind, appreciative, willing to meet other people; it was a moment of sharing.
Yesterday I was myself. People enjoyed it. It was fun.


Da piccolo sognavo di diventare calciatore e, quando ho visto l’Ingegnere Gheddafi debuttare a 29 anni in serie A, mi sono detto: ripercorrerò i suoi passi.
Sono diventato Ingegnere ma non ho (ancora) debuttato in serie A, a 31 anni.
A circa 20 anni mi sono appassionato ai libri di De Crescenzo, un altro ingegnere che ha cambiato carriera. Scherzando, mi sono detto che anch’io lascerò l’IBM per diventare scrittore a tempo pieno.
Non ho ancora lavorato per l’IBM, tuttavia inizio a sentirmi scrittore.
A 25 anni un compagno di Erasmus, tedesco, notando quanto fosse particolare il mio stile di vita e i miei interessi (quanto fossi “strano”, a dirla breve), disse: “tu finirai per scrivere”. Era destino.

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