Keisha era in palestra quando risentì Kwame. Keisha non era proprio una fissata della palestra, ma era una di quelle che aveva un abbonamento. Considerando il corpo in forma di Kwame, era il tipo di donna che si vestiva carina per andare in palestra sperando di incontrarlo lì, visto che era ovvio che per aver quel fisico ne doveva essere un frequentatore assiduo. Quando era lì guardava perlopiù i monitor della cyclette piuttosto che pedalare, era inoltre anche il tipo di ragazza che faceva notare, magari mentre era al telefono con un bel ragazzo, che in quel momento si trovava in palestra.

 

Al cellulare, Kwame suggerì di cenare insieme a casa sua. Si offriva di cucinare. Keisha non riusciva ad immaginare qualcosa di più eccitante. Le avrebbe dato da mangiare, dato accesso alla sua vita privata nel posto dove viveva , lei poteva vedere nei suoi cassetti, nel suo frigo, nel suo armadietto delle medicine quindi facendola entrare nel suo quotidiano. Lei non voleva cercare chissà che cosa, ma magari capire un po’ più di lui.

 

Keisha non si considerava una ragazza ficcanaso. Ma la fiducia le altre persone se la dovevano guadagnare. Credeva nel detto “Credici, ma prima controlla” questo faceva di lei una brutta persona? No, era solo umana. Se qualcuno doveva entrare nella sua vita, almeno avrebbe dovuto conoscerla.

Certamente, non gli avrebbe detto che avrebbe rovistato tra la sua roba, era certa che avrebbe avuto l’occasione. Magari mentre lui era distratto in cucina, lei si sarebbe fatta un giretto per casa.